Teke people, Consecrated Magical Figure, Republic of the Congo

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Teke people, Consecrated Magical Figure, Republic of the Congo

Messaggio  Elio il Dom Mar 11, 2012 5:33 pm



Teke people, Consecrated Magical Figure, Republic of the Congo

End of 19th century
H 14 in/ cm.35,5 wood, sacrificial matter ( bonga), color pigments

Private collection, Italy
Photo by Pietro Paletti
Arti delle Mani Nere All Rights Reserved


Provenence(s)
L.Van de Velde coll.  Antwerp
J. Blanckaert coll. Bruxelles
F. Réveillaud Nast, Parigi


Published
-R. Berry et al : A private collection of primitive art. Chicago, Figure # 20, 1971
-Linda Sigel, A private collection at the Art Institute of Chicago, in African Arts, Autumn 1971
Vol. 05, 1, pag.51.
-Bargna I, e Parodi da Passano G., L'Africa delle meraviglie. Arti africane nelle collezioni italiane, Genova, 2010, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), pag. 121, color
-Carini V., Martinis L.” L’Africa di Attilio Pecile. Gli oggetti di un itinerario”, Paolo Gaspari Ediore, Udine, pag.48, color.


Exhibition(s)
-A private collection of primitive art, Art Institute of Chicago, Chicago, 1971
-Aaoarts Gallery, Parigi, 1998
-Parcours des mondes, Parigi, 2007
-L'Africa delle meraviglie - Arti africane nelle collezioni italiane, Palazzo Ducale e Castello d'Albertis, 31th December 2010 –5th June 2011.
-L’Africa di Attilio Pecile attraverso i resoconti della missione scientifica Brazzà-Pecile al seguito di Pietro Savorgnan di Brazzà (1883-1886), Palazzo Municipale, Fagagna ( Udine), 31 March/16 September 2012


”The bearded Teke fetish with typical striated scarification patterns has a sculptural quality.This is, however, of secondary importance.



The medicinal ingredients included give 'value' to these charms, which are produced in grest number by these people from Congo Brazzaville. The fetish is first carved with a square cavity, which is later filled with special ingredients prescribed by a religious specialist, who sometimes includes a piece of his beard with the mixture. A layer of resin containing more magical substances is added and reddish tukula is rubbed into the wood to secure the power of the charm. Denise Paulme suggests that these figures are kept by children for security ( see Les Sculptures de l'Afrique Noire). At birth, a piece of the placenta of the newborn is mixed with tukula and placed in the hollow.

The child then carries the figure until adolescence, when it is discarded. As Teke fetishes are quite common, it is rare to find one as finely carved as this example “( Linda Sigel)

“Their magical statuettes (generally called biteki or bitegué), almost always representative of a male, cannot be precisely catalogued, as only the recipient and their sculptors knew their intrinsic powers and the use for which they had been intended. According to R. Lehuard (1996), the bifwa statuettes, related to ancestor worship, are of two types: bankaga, representative of positive spirits, and mupfu, representative of negative spirits, which were in turn divided into nkiba (statuettes without relics or additions of any kind), and buti (butti). These more important statuettes, abundant with relics which materialized the spirit and supernatural power, were physical depictions of the ancestors. These statuettes could possess: bonga, a category of powers which comprised therapeutic components, nsala, for healing powers, iloo, with powers to fight against witchcraft, sorceries and the evil spirits of the ancestors, or ikwene, with magical forces of protection that ensured success in any undertaking.



According to the historian Jan Vansina, author of a monograph/dissertation on the Teke-Tio following field research from 1963 to 1965, the statuettes were called magic itio (a wooden figure used as a fetish.)”
(Courtesy Vittorio Carini, Artes Africanae)



Bibliography

-R. Berry et al, A private collection of primitive art, Art Institute of Chicago, Chicago, 1971
-Linda Sigel, A private collection at the Art Institute of Chicago, in African Arts, Autumn 1971
-Lehuard Raoul: Statuaire du Stanley-Pool, Villiers-le-Bel, Arts d’Afrique Noire, 1974.
-Lehuard Raoul: Les Arts Bateké, Arnouville, Arts d’Afrique Noir, 1996.
-Obenga Théophile: Le peuple teke en Afrique Centrale, Libreville, Muntu n. 7, 1987.
-Vansina Jan: Les noms personels et la structure sociale chez le Tio (Teké), Bullettin d’Outre-Mer,1964

Yale University Art Gallery, n. 0003678-01.




Teke Chief, late 1800s. From: Raoul Lehuard, Les Arts Bateké, 1996, A.A.N. (Documentation Pierre Dartevelle.)






Teke, figura magica consacrata, Rep. del Congo


H cm.35,5  legno, materia terrosa (bonga), pigmenti colore.


Collezione Privata, Italia
Foto Pietro Paletti
Arti delle Mani Nere All Rights Reserved


Provenienza :
Coll. L.Van de Velde - Antwerp
Coll. J. Blanckaert- Bruxelles
F. Réveillaud Nast-Parigi



Esposizioni :
-A private collection of primitive art, Art Institute of Chicago, Chicago, 1971
-Aaoarts Gallery, Parigi, 1998
-Parcours des mondes, Parigi, 2007
-L’Africa delle Meraviglie. Arti Africane nelle collezioni italiane. Museo Palazzo Ducale, Genova, 30 dicembre 2010-5 giugno 2011, color
-L’Africa di Attilio Pecile attraverso i resoconti della missione scientifica Brazzà-Pecile al seguito di Pietro Savorgnan di Brazzà (1883-1886), Palazzo Municipale, Fagagna ( Udine), 31 March/16 September 2012



Pubblicazioni:
-R. Berry et al : A private collection of primitive art. Chicago, Figure # 20, 1971
-Linda Sigel, A private collection at the Art Institute of Chicago, in African Arts, Autumn 1971
Vol. 05, 1, pag.51.
-Bargna I, e Parodi da Passano G., L'Africa delle meraviglie. Arti africane nelle collezioni italiane,Genova, 2010, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), pag. 121

-Carini V., Martinis L.” L’Africa di Attilio Pecile. Gli oggetti di un itinerario”, Paolo Gaspari Ediore, Udine, pag.48, color.


“Questo feticcio barbuto con le classiche scarificazioni striate è una scultura di qualità. Ciò tuttavia è di secondaria importanza. Quel che dà valore a questo oggetti magico Teke del Congo Brazzaville sono i componenti medicinali che esso contiene.
Il feticcio è prima scolpito con una cavità quadrata, che viene successivamente riempita con ingredienti speciali che include a volte un pezzo della sua barba con la miscela, ingredienti prescritti dal divinatore investito di funzioni magico/religiose. Uno strato di resina che contiene più sostanze magiche è aggiunto e polvere di tukula rossastra è strofinata sul legno per assicurare il potere magico.
Denise Paulme suggerisce che queste figure magiche sono a protezione dei bambini (vedi Les Sculptures de l'Afrique Noire). Alla nascita, un pezzo di placenta del neonato è mescolato con tukula e collocato nella cavità. La figura segue il bambino fino all’adolescenza quando viene rimossa la carica magica.
I feticci Teke sono abbastanza comuni, è raro però trovare uno finemente scolpito come questo “('Linda Sigel,1971)



Danza rituale dopo l'iniziazione.

“Le statuette magiche Teke (chiamate generalmente tutte biteki o bitegué), quasi sempre di tipo maschile, sfuggono anche a catalogazioni precise, poiché solo il destinatario e chi le fabbricava ne potevano conoscere i poteri intrinseci e l’uso al quale erano destinate.
Secondo R. Lehuard (1996), le statuette bifwa, legate al culto degli antenati, sono di due tipi: le bankaga, positive, e le mupfu, negative, a loro volta suddivise in nkiba (statuette senza reliquie e aggiunte di sorta) che rappresentavano fisicamente l’antenato, e buti (butti), statuette più importanti cariche di reliquie che ne materializzavano lo spirito e il potere soprannaturale. Queste statuette potevano detenere: i bonga, categoria che comprendeva componenti terapeutiche, le nsala, forze per ottenere la guarigione, le iloo, forze destinate a combattere contro i malefici, le stregonerie e contro gli spiriti degli antenati malvagi, oppure le ikwene, forze magiche di protezione che assicuravano il successo in ogni impresa.
Secondo lo storico Jan Vansina, autore di una monografia sui Teke-Tio in seguito a ricerche sul terreno dal 1963 al 1965, le statuette magiche erano chiamate itio (figura di legno utilizzata come feticcio.)”
(Vittorio Carini-Artes Africanae)



Bibliografia :
-R. Berry et al: A private collection of primitive art, Art Institute of Chicago, Chicago, 1971
-Linda Sigel: A private collection at the Art Institute of Chicago, in African Arts, Autumn 1971
-Lehuard Raoul: Statuaire du Stanley-Pool, Villiers-le-Bel, Arts d’Afrique Noire, 1974.
-Lehuard Raoul: Les Arts Bateké, Arnouville, Arts d’Afrique Noir, 1996.
-Obenga Théophile: Le peuple teke en Afrique Centrale, Libreville, Muntu n. 7, 1987.
-Vansina Jan: Les noms personels et la structure sociale chez le Tio (Teké), Bullettin d’Outre-Mer,1964

Opera registrata alla Yale University Art Gallery, n.di archivio 0003678-01.
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